In uno scatto il mio intento è cogliere due aspetti: la rappresentazione fedele del soggetto e l'emozione del
momento.


Ho iniziato con una fotocamera a pellicola dell'Agfa, poi Polaroid, Kodak tascabili, una Nikon F65 — una collezione che oggi sarebbe vintage, se i ladri non l'avessero portata via. Da lì è nata una ricerca che non si è mai fermata: paesaggi che raccontano una storia attraverso colore e linee, ritratti che provano a fermare l'istante prima che l'emozione scompaia dal volto.
Qualche anno fa spiegavo a mia figlia perché scattavo così tante foto: "Provo a fotografare quello che non si vede," le dicevo. Lei, senza pietà: "Le emozioni?"
Aveva ragione lei.

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